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Etica e fotogiornalismo. Due domande a Ferdinando Scianna

April 30, 2010

Etica e fotogiornalismo. Due domande a Ferdinando Scianna

di Marco Guadagni

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Uva Salamanna


” L’etica e’ l’etica. Non credo che esista un’etica specifica del giornalismo, con una sottoetica del fotogiornalismo”. Sono parole di Ferdinando Scianna, uno tra i nomi piu’ grandi della fotografia italiana, di cui Electa pubblica per la collana Pesci rossi, un saggio sul concetto di etica nel fotogiornalismo. Scianna comincia a fotografare negli anni Sessanta mentre studia Lettere alla Facolta’ di Palermo, dal 1967 lavora come fotoreporter per L’Europeo, diventa poi corrispondente da Parigi dove conosce un altro grande maestro della fotografia come Henri Cartier-Bresson e nel 1982 entra a far parte dell’agenzia Magnum Photos

Lei è nato lo stesso anno di Candido, il personaggio dell’omonimo romanzo di Sciascia. Come Candido é andato a Parigi e come Candido ha fatto un viaggio a Lourdes. Da Lourdes il Candido di Sciascia torna con il cristianesimo alle sue spalle, da Parigi con il piacere di sentirsi fatto di carne e non di puro spirito. Per lei che cosa hanno significato Parigi e Lourdes ? E qual è il rapporto, se ve n’è uno, tra il candore e la fotografia ?

Già, sono numerosi e intriganti i fili che legano la mia storia a quella di Candido. Non ultimo il fatto che quasi allo stesso momento in cui sono nato esplose una bomba a poche centinaia di metri da casa mia. E dovettero scappare in campagna avvolgendomi per cosi dire nella placenta. E’ possibile che Sciascia , ironicamente, si sia servito di questo e degli altri elementi che Lei indica per comporre la sua ilare e amara satira voltairiana. A Lourdes, però, sono andato dopo, e magari, chi sa, per ironica aderenza alla favola sciasciana. Parigi è stata verifica di mito, mito letterario, che mi veniva da Leonardo, e mito fotografico, incarnato da Cartier Bresson, i due poli intellettuali, culturali e affettivi così importanti e fortunati della mia vita. La verifica è stata importante, confermatrice per una parte, distruttiva per altre, decisiva, comunque, per molti versi. Come per Sciascia, il confronto con Parigi mi permise di confrontarmi con minori complessi e più ampio respiro con un panorama internazionale, Lourdes è nato dal caso e dal desiderio di allontanarmi dalla moda che mi stava asfissiando. Ma il cattolicesimo me lo ero già lasciato alle spalle da un pezzo. Il cattolicesimo, non il cristianesimo, che rispetto al cattolicesimo considero quasi antitetico. Quanto allo spirito.. Mah, mi sembra inequivocabile che tutto è corpo. Infatti, ora che vacilla assai, lo spirito pure vacilla. Il candore è determinante in molte cose, ma specialmente, mi pare, in fotografia. Robert Doisneau soleva ripetere che il fotografo nel momento in cui fotografa deve essere “stupido”. Né prima, né dopo, però, aggiungeva. E intendeva dire candido, appunto, disponibile allo stupore, all’incanto, all’indignazione, alla scoperta, senza pastoie ideologiche, sentimentali, estetiche.

Sciascia ha detto a proposito del suo lavoro per Dolce e Gabbana che è riuscito a fare di un personaggio una creatura. La fotografia sembra aver trasformato delle creature in personaggi dei drammi che hanno attraversato questo secolo. Come si fa per evitare questa “conversione” negativa ? Esiste un buon rapporto tra etica ed estetica ? Quale rapporto ha stabilito lei tra le due sfere nel suo lavoro di fotografo ?

A me pare che la verità estetica debba sempre essere, se è buona estetica, verità etica. E che una verità etica debba sempre essere, se è buona etica, verità estetica. Faccenda molto difficile e che peraltro mi sembra riferita a codici che continuamente si spappolano e si moltiplicano, in una sorta di babele che è uno dei segni del nostro tempo e di ogni tempo di grandi cambiamenti.                                                                  A chi interessano oggi le creature ? Solo interessano i personaggi. A chi interessa la realtà, solo interessano le immagini. Cambierà ? Quien sabe ! Troppo tardi per farmi angustiare dalla questione.

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