Skip to content

Cleo e il violinista

May 6, 2010

Cleo e il violinista

Sceneggiatura per un film mai fatto: omaggio a Agnès Varda.

di Cosimo K e Giuliana Majo

da un’idea di Giuliana Majo


ILLUSTRATION FROM "A, B, C" BY MRS. GASKIN (ELKIN MATHEWS)

A, B, C by Mrs. Gaskin


La musica, si sa, ha il potere di influenzare gli stati d’animo. In passato, si pensi ai riti coreutico-musicali del nord Africa, della Grecia, dell’Italia meridionale, aveva la funzione sacra di guarire le malattie dell’animo determinate dalle costrizioni dell’ambiente. In questa storia che andiamo a raccontarvi, è la musica di un violinista vagabondo che muove misteriosamente, senza che lei ne abbia consapevolezza, gli umori di una giovane ragazza che si chiama Cleo.

Bologna: Piazza Santo Stefano – Esterno giorno 1

È una tiepida mattina di primavera dal cielo bianco, in un angolo della piazza ancora deserta un uomo suona un violino: ha la faccia assonnata e la barba incolta, i lineamenti marcati e l’aria malinconica. Dal modo in cui è vestito, si capisce che dorme per strada. All’occhiello della giacca scura porta una piccola orchidea, un piccolo vezzo forse, oppure un regalo di una sua ammiratrice.
La melodia si diffonde fluida e sensuale per tutta la piazza, un passante mattiniero lascia cadere una monetina nella custodia del violino. Il violinista ringrazia, accennando un sorriso.
Ad un certo punto  la musica si fa incalzante e contro ogni legge fisica si allontana.

Strade di Bologna – Esterno giorno 2

La musica si immette in una stradina laterale, percorre velocemente le vie della città, facendo drizzare le orecchie ai passanti più attenti che rimangono naturalmente un po’ perplessi non riuscendo ad individuarne la fonte. Arriva, infine, in una via periferica. Ne percorre una parte velocemente e, giunta di fronte ad una villetta, si dirige verso una finestra con le tendine colorate e vi si infila dentro.

Stanza di Cleo – Interno giorno 1

Cleo dorme, ma la musica la sveglia. Apre gli occhi confusa e si mette seduta sul letto.
Il suono del violino svanisce di colpo e si sentono, provenienti da un’altra stanza, il rumore di un oggetto che si rompe (un piatto o qualcosa di simile) e le grida di un uomo e di una donna che litigano.
Voce di donna: “Sei un bastardo!”
Voce di uomo: “E tu sei una pazza, una pazza stronza!”.
Voce di donna : “Ti odio, ti odio!”
Voce di uomo: “Non avevo dubbi”
La donna scoppia a piangere.
Si sente sbattere violentemente una porta.
Cleo è seduta sul letto con i piedi per terra e si strofina gli occhi. Ha l’aria stanca, come se non avesse dormito, e sembra triste e rassegnata. I litigi dei genitori non sembrano una novità per lei.
Si sente il rumore di una macchina che parte. Dopo un po’ un’altra macchina si allontana. I genitori di Cleo sono andati a lavoro.

Cucina di casa di Cleo – Interno giorno 2

Cleo, con addosso una camicia da notte e i capelli in disordine, entra in cucina. Guarda i cocci del piatto che sua madre o suo padre hanno rotto. Due cassetti della credenza sono aperti, il pavimento è sporco, nel lavello c’è una pila di piatti da lavare, sul tavolo c’è una tazza col manico rotto, briciole di pane, una scatola di biscotti aperta, del caffè versato. Cleo prende una scopa e toglie via i cocci dal pavimento, poi prende il caffè da un barattolo, prepara la moka e la mette sul fuoco. Accende il gas e si siede, appoggiando i gomiti sul tavolo e tenendosi la testa tra le mani. Tiene gli occhi in su e si guarda attorno. La moka sbuffa: il caffè viene su. Il rumore cresce.
La scena dissolve su una scritta di Marguerite Duras:
“Il rumore del caffè cresce. Quando il rumore del caffè cresce troppo gli occhi le si aprono dolorosamente”

Strada di casa di Cleo – Esterno giorno 3

Siamo di fronte alla villetta di Cleo. E’ una via laterale molto silenziosa. Per strada non si vede nessuno. Si apre il portone ed esce Cleo, tirandoselo dietro per chiuderlo. E’ vestita con una gonna nera sopra il ginocchio, delle scarpe aperte sul collo del piede con un po’ di tacco, e delle calze di cotone a strisce. A Cleo piacciono le gonne, le calze a strisce di tanti colori e le scarpe con un po’ di tacco. Ha una borsa a tracolla con sé dove mette i libri di scuola. Cleo ha sempre l’aria triste, ma quando sorride il volto le si illumina. Questa mattina è triste.
Mentre percorre la strada, un gatto che sembra riconoscerla inarca la schiena e le si fa avanti. Lei si piega sulle ginocchia e lo accarezza un po’ sulla testa, fa un mezzo sorriso, poi si rialza e prosegue. Cleo anche se è triste cammina con la schiena dritta e con passo sicuro. Le piace sentire il rumore dei suoi tacchi mentre cammina.

Strade del centro di Bologna – Esterno giorno 4

Cleo tutte le mattine scende dall’autobus, percorre strade e portici della citta’ con passo svelto. Sembra assorta, persa nei suoi pensieri, incurante del mondo che le sta attorno. Non sembra accorgersi, infatti, passando dalla solita piazza, del giovane violinista con l’orchidea all’occhiello. La musica le giunge all’orecchio come un’ eco lontana.
La scena dissolve in nero. Si sentono voci di ragazzi, il suono di una campanella, compare una scritta di De Sade con parole danzanti su una musica ironica: “Deve essere un bel pazzo colui che pretende di imporre agli altri un modo di pensare. Non è il mio modo di pensare che ha causato le mie disgrazie, ma il mio modo di pensare degli altri.

Scuola di Cleo – Esterno giorno 5

Dissolvenza in apertura.
Siamo davanti ad un Liceo nel centro di Bologna. È una bella giornata di sole, i ragazzi escono dal grande portone di legno. C’è anche Cleo vestita con abiti più leggeri. Sembra che oggi faccia caldo. Fa qualche passo e poi si ferma a parlare con delle compagne di scuola. Dopo un po’ si salutano e Cleo va via per la sua strada da sola. Si avvicina ad una rastrelliera per le biciclette, cerca nella borsa, tira fuori una chiave e apre il lucchetto di una bicicletta rossa. Oggi Cleo è arrivata a scuola pedalando e non sembra essere triste come al solito. Monta su e si allontana.

Strade del centro di Bologna – Esterno giorno 6

Cleo pedala senza meta per le vie della città
Si sente un violino in lontananza
Arrivata ad un certo punto, Cleo si ferma ebcome stregata inverte il senso di marcia e inizia a seguirla.
La musica diventa più forte man mano che Cleo avanza.
Arriva in una piazzetta piena di gente.
La musica si interrompe.

Piazza Santo Stefano – Esterno giorno 7

Cleo scende dalla bicicletta. Davanti a lei una piccola folla ha fatto cerchio attorno ad un gruppo di saltimbanchi. C’è un clown con il naso rosso, un giocoliere, un mangiafuoco e una fisarmonicista. Ad un lato della piazza il violinista. Se ne sta appoggiato alla colonna di un portico, con il violino e l’archetto in mano. Guarda lo spettacolo divertito. Cleo, con l’aria seria, avanza incuriosita verso il centro della piazza, facendosi spazio tra la piccola folla. Qualcuno si gira a guardarla.
Ora è proprio in prima fila e guarda meravigliata gli artisti. Dopo un po’ il clown si accorge di lei e le si avvicina. Vedendo che Cleo non ride, fa le facce buffe, ma Cleo rimane seria; infine, girandosi prima da un lato, poi dall’altro, per vedere la reazione del pubblico, si toglie il naso rosso e con un gesto plateale lo mette sul naso di Cleo che finalmente ride. Il pubblico applaude. Applaude anche Cleo. Lo spettacolo è finito. Il clown si riprende il naso e porge alla ragazza il fondo del cappello. Lei prende una monetina dalla tasca e la lascia cadere, poi va via unendosi alla folla, senza accorgersi che il violinista, che sta riprendendo a suonare, la guarda allontanarsi.
Dissolvenza in nero. Sulla musica del violino, compare una scritta di Grotowski: “La vita non è mai rinchiusa in una torre d’avorio, esce inevitabilmente.”

Strade di Bologna – Esterno giorno 8

Passano i giorni. Cleo va sempre a scuola, ora in autobus, ora in bicicletta. Ha sempre il suo passo svelto e sicuro, indossa le solite gonne e le solite calze a strisce colorate, batte forte sui tacchi per sentirne il suono.
Il violino la accompagna.

Fermata dell’autobus nel centro di Bologna – Esterno sera pioggia 1

Cleo, in piedi sotto il portico, aspetta l’autobus. È’ sera, ma i negozi sono ancora aperti e le strade della città sono bagnate dalla pioggia. Attorno a Cleo c’è un po’ di gente. L’autobus arriva e apre le porte. Cleo salta su con un balzo, per evitare di bagnarsi.

Autobus – Interno sera 1

Cleo è seduta nell’autobus e guarda distrattamente fuori. Vede i palazzi della città, le macchine e le luci dei negozi scorrerle davanti, ma senza prestarvi attenzione. Cleo, se non l’avete capito, è una ragazza solitaria che pensa molto. Non ci è dato sapere quali sono i suoi pensieri, ma sappiamo che quando va in giro per la città, è così immersa in se stessa che non si accorge mai di quello che le capita attorno. E così, anche questa volta, pur guardando nella direzione giusta, non si avvede dell’esistenza del nostro violinista che è in piedi sotto un porticato affollato e suona.
Appena il violinista esce di scena, si sente fuori campo una voce maschile: ” Mi compri una poesia?”. È un uomo, seduto dietro Cleo . Avrà più o meno cinquant’anni. Ha i capelli radi e la faccia segnata. I suoi vestiti sono poveri. Ha avvicinato la sua testa a quella di Cleo, per parlarle. Cleo si gira di scatto, sorpresa, come se si svegliasse da un sogno, e risponde, incredula:
” Cosa, una poesia ?”
L’uomo: ” Si, vendo poesie”
Cleo lo guarda e sorride. Lui le porge un foglio piegato in due. Lei lo prende in mano e lo apre. C’è scritto cosi’: “Or chi dea?”
La m.d.p si allontana dai due fino a dissolvere in nero su una scritta di Borges:”Disse Tennyson che se potessimo comprendere un solo fiore sapremmo chi siamo e cos’è il mondo”
Mentre la m.d.p. arretra parte la musica del violino.

Portico della libreria Nanni – Esterno giorno 9

Si sente piano il violino. È un pomeriggio di sole e Cleo cammina sotto il portico della libreria Nanni. Nella piazzetta alla sua destra si vede di profilo il violinista che suona. Lei non lo nota.
Arriva davanti all’edicola esterna, sfoglia qualche vecchio volume. Dopo un po’ entra nella libreria. Si guarda attorno e infine si rivolge al libraio.

Libreria Nanni – Interno giorno 3

Cleo ha chiesto qualcosa al libraio. L’uomo fa cenno di si con la testa, indicandole col dito uno scaffale. Lei accenna un sorriso e va verso un contenitore per le stampe d’arte. Gli dà una rapida occhiata, poi ne sfila una dal mucchio e la porta al banco. Si tratta di una stampa di Klimt: “L’abbraccio”.
Cleo e il commesso si scambiano qualche parola.
La musica del violino ora è più forte. Le loro voci non si sentono
Cleo si gira un momento verso l’esterno, come turbata, paga, saluta il commesso e prendendo la stampa arrotolata in mano esce dalla libreria.

Portico della libreria Nanni – Esterno giorno 10

Cleo cammina con la stampa arrotolata in mano e va verso la piazzetta dove si trova il violinista.

Piazzetta di Santa Maria della Vita – Esterno giorno 11

Seduta sui gradini della chiesa in fondo alla piccola piazza c’è una giovane mendicante con un cane. Passa una signora con un bambino, un ragazzo, un elegante uomo di mezza età. Cleo fa ingresso nella piazzetta e finalmente si accorge del violinista.
La musica è molto forte.

Gli occhi di Cleo e quelli del violinista si incontrano. Sono entrambi molto turbati. Cleo prosegue senza fermarsi. I due continuano a guardarsi. Cleo allontanandosi dal violinista non riesce a staccare gli occhi dai suoi. Ora ha la testa girata indietro, urta contro un passante. Il primissimo piano di Cleo si mescola nella stessa inquadratura a quello del violinista L’inquadratura dissolve sul primo piano del violino.

Dissolvenza in:

Piazza Santo Stefano – Esterno giorno 12

Primo piano del violino e delle mani che muovono l’archetto. Questa volta sono mani femminili.
È una tiepida mattina di primavera dal cielo azzurro. In un angolo della piazza ancora deserta Cleo suona il violino. Ha la faccia assonnata e malinconica.
Un orchidea è trasportata delicatamente da un vento leggero. Arriva fino a Cleo che smette per un attimo di suonare, la raccoglie e se la mette tra i capelli. Poi riprende il violino. La musica si diffonde fluida e sensuale per tutta la piazza. Un passante mattiniero lascia cadere una monetina nella custodia dello strumento. Cleo ringrazia, sorridendo. Ad un certo punto il suono si fa incalzante e contro ogni legge fisica si allontana dalla piazza e si infila in una stradina laterale, percorre velocemente le vie della città, facendo drizzare le orecchie ai passanti più attenti, che naturalmente rimangono un po’ perplessi, non riuscendo ad individuarne la fonte. Arriva infine in una via periferica. Ne percorre una parte velocemente e giunta di fronte ad una villetta si dirige verso una finestra con le tendine colorate e vi si infila dentro.

Stanza di Cleo – Interno giorno 3

L’improvviso ingresso del violino nella stanza, questa volta non sveglia Cleo, ma il giovane suonatore. È un bel mistero lo sappiamo, ma la musica, come avevamo detto all’inizio, ha in sé il divino e può produrre effetti sul mondo per noi incomprensibili.

Advertisements

Comments are closed.