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Gli occhi di Roberto

November 8, 2010

Gli occhi di Roberto

di Anonimo

 He Did Swim in Deep Waters--1-23-048<br /><br />

(cc) Gustave Doré

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C’era anche Roberto Benigni a “Vieni via con me”. Il suo viso mi è sembrato simbolo della tristezza che ci sta attanagliando tutti. Non ridevano gli occhi da eterno bambino questa volta. Parlare dello squallore è squallido. La danza finale di Roberto, dopo l’elenco delle proprietà di Silvio Berlusconi, mi è sembrata degna della scena di Chaplin-Hitler (Hinkler) che balla col mappamondo e lo fa esplodere alla fine. L’Italia è distrutta, peggio che dopo una guerra: non c’è la gioia furiosa dei sopravvissuti, la voglia di ricostruire perché siamo ancora vivi e ce l’abbiamo fatta. Cè una sorta di stupore impotente di fronte a quanto è accaduto sotto i nostri occhi. Senza che noi potessimo – non si sa perché – impedirlo. Lo abbiamo capito dal primo momento che l’elezione di berlusconi sarebbe stata una tragedia, e non abbiamo potuto impedirlo. E ora: questa atmosfera malata è riuscita in quello che non riuscì a fare il Vesuvio nel 79 a.C. Tutto distrutto, sgretolato, lasciato morire. Niente appare degno di essere salvato. Non c’è la crisi, sarebbe un eufemismo. C’è la fine. Noi vi stiamo assintendo paralizzati dal dolore e dall’incredulità. Invidio il Suo ottimismo, direttore.

Già pubblicato come commento all’editoriale di Concita De Gregorio Disposti a tutto

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