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Fino alla fine del giorno (Ark)

June 11, 2012

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Fino alla fine del giorno (Ark)

di Cosimo K

E’ da un qualche  tempo che produco piccoli video che forse hanno un senso solo per me. Tra questi “St James’s Ark” . Da una panchina del parco londinese di St James,  una sera di maggio, ho ripreso le macchine che sfrecciavano, al di là del laghetto occupato dalle anatre e  i pellicani della regina, lungo il Mall, il viale che simbolicamente collega, con gli imponenti Buckingam Palace dal lato ovest e l’Admiralty Arch dall’altro, l’ovest reale e nobiliare all’est popolare. Di giorno si possono vedere sventolare, a decine, le bandiere della Union Jack, ma è notte, questa volta, e si vedono solo le luci dei fari accesi e il lampeggiare dell’acqua.

Riguardando il girato, la combinazione di macchine, che in ordine sparso  e velocemente vanno verso destinazioni sconosciute ma all’apparenza certe, mi ha comunicato un senso di perdizione da un lato, una volontà di salvezza dall’altro. Da qui nasce il titolo e la decisione di produrre il video: “St James’s Ark”, dove la parola Ark in italiano sta per arca, anche se sonoramente rimanda più ad arco (“Arch”); perdizioni, appunto, e rimandi.

In questi giorni ho letto, in mezzo alla molteplicità multietnica, durante il mio pendolarismo sulla metropolitana londinese, Fino alla fine del giorno, il romanzo d’esordio  di Osvaldo Piliego e ho avuto, sin dalle prime pagine, il senso di un parlare collettivo, la volontà di una narrazione molteplice e moltiplicata, ma soprattutto ho trovato quello che ho visto quella sera a St James Park: perdizione, ma anche ostinata ricerca di salvezza:

Le auto viste dall’alto della vetrata a ridosso delle vie del centro sono lunghe corsie luminose. Scie di luce che hanno fretta di trovare la pace e il buio di una casa. Ognuna porta con sé una storia, ognuna sceglie una strada, ciascun uomo in quelle auto ha un sogno che forse si è già avverato e dorme dall’altro lato del letto o forse non si avvererà mai. Fino alla fine del giorno (P. 116)

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Finito il libro ho scritto, di getto, queste poche righe: “Una lunga poesia sull’umano e il disumano, una confessione, uno sguardo coraggioso, un ritmo lieve e tenace, nostalgia, mare e sesso, terra e amore, cielo e perdizione, pietà, dedizione, incanto, salvezza. Il romanzo di Piliego tende la mano a Tondelli e, in sintesi fulminanti, ci parla delle nostre solitudini terribili e meravigliose”.

 Fino alla fine del giorno, Osvaldo Piliego, 2012 Lupo Editore

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